Lo sai quante volte guardiamo il nostro smartphone in un settimana? Circa 1.500 volte!

In Italia il tempo medio giornaliero speso su internet è 6 ore e 80 minuti, di cui 1 ora e 53 minuti sui social media.

Lo scopo dei social media e delle altre piattaforme digitali è catturare, trattenere e incanalare la nostra attenzione. La tecnologia non ha dirottato solo le nostre menti, ma anche la società.

Siamo forse arrivati ad una resa dei conti con la tecnologia?

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Con la crisi pandemica siamo tutti sotto budget.

Per migliorare i risultati dobbiamo  cambiare i nostri comportamenti individuali e collettivi.

Per modificare i comportamenti dobbiamo però cambiare la nostra cultura.

Siamo tutti chiamati a fare un salto culturale. Oggi però. Domani è tardi.

Il cambio culturale è invece un processo lento. Le aziende che in passato hanno investito in cultura e formazione oggi le vedo affrontare  la crisi con un marcia in più.

Quelle che sono rimaste alla cultura della economia industriale del secolo scorso le vedo male.

Chi ha costruito la cultura della economia “creativo-digitale” affronta meglio la crisi. Oggi serve quanto mai una “creatività collettiva”, un approccio di marketing relazionale e un uso degli strumenti digitali.

In un recente studio che Brian Solis ha fatto con CapGemini è emerso che il 75% dei senior executive ha dichiarato che la propria organizzazione ha una cultura dell’innovazione, contro un misero 37 % dei dipendenti. Nello stesso studio è emerso che il 62 % degli intervistati considera la cultura come il primo ostacolo verso l’innovazione e la trasformazione digitale. Ma solo il 7 % delle organizzazioni ha creato una cultura in cui i dipendenti possono testare, apprendere e implementare rapidamente nuove idee.
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Quali sono secondo te le qualità decisive per fare carriera sul lavoro?

Le competenze tecniche? Un’intelligenza brillante? La capacità di apprendimento? L’ambizione?

Tutte qualità importanti. Quando  si associano però a precisi tratti della tua personalità, ne deriva un mix che può essere positivo ma anche negativo. Questi aspetti della personalità possono sembrare innocui.  In alcune circostanze addirittura inutili. Ma se non li tieni sotto controllo possono ripercuotersi sulla tua carriera. E’ importante quindi conoscerli.

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Ti sei mai chiesto se il numero dei tuoi prodotti e servizi è adeguato?

Qual è il numero ottimale di prodotti per massimizzare il valore degli azionisti?

Facciamo prima alcune considerazioni basate su dati oggettivi.

Negli smartphone Apple ha una quota di mercato 2017 del 15,2 %.

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Con l’avvento di internet siamo entrati nella terza e più grande rivoluzione della fiducia.

La professoressa Rachel Botsman dell’ università di Oxford è  un’ esperta mondiale in materia.

Le sue ricerche rivelano che nel tempo la fiducia si è evoluta seguendo tre fasi.

La prima era la fiducia locale. Nei secoli scorsi vivevamo entro confini territoriali di piccole comunità rurali in cui tutti ci conoscevamo. Uscivamo da casa lasciando la chiave sulla serratura.

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