leadership e innovazione

Leadership e innovazione: come sei messo?

In questo articolo riassumo i contenuti del workshop su leadership e innovazione che ho  tenuto a Milano in Assolombarda (Confindustria).

L’intensità e la velocità del cambiamento odierno rendono obsoleti prodotti, strategie e interi settori.

Perfino il modello di management sviluppato nell’ economia industriale basato sull’efficienza produttiva non regge più questo cambiamento.

Il cliente oggi si aspetta dalla tua azienda prodotti, servizi ed esperienze inattesi “I must have”.

Peccato che l’industrializzazione ha azzerato la creatività e la motivazione dei dipendenti!

L’indagine Tower Watson condotta su un campione di 90.000 lavoratori in 18 paesi rivela che solo il 21 % si sente coinvolto nel proprio lavoro, nel senso che sarebbe disposto a fare l’impossibile.

Il 38 % si sente invece molto o totalmente demotivato, mentre il restante 41 % si colloca a metà strada.

La gerarchia, la burocrazia, le strategie calate dall’alto, la standardizzazione, la job description, il controllo e obiettivi privi di significato hanno spento motivazione, iniziativa, creatività e passione nei dipendenti.

La corsa all’efficienza, alla standardizzazione e alla riduzione dei costi ha reso il dipendente un ingranaggio del sistema.

Lo ha poi separato dagli imput essenziali che prima gli consentivano di autogestirsi anche parzialmente quando si relazionava direttamente con il proprietario dell’azienda.

Nelle scale gerarchiche di molte aziende è difficile far risalire la propria voce dal basso: sotto-capi, capi, ispettori, colonnelli, vice president,…

 

Quale innovazione per la tua azienda?

E’ per questi motivi che oggi l’innovazione praticata dalle aziende non ha la stessa qualità e intensità del cambiamento esterno.

Sicuramente la tua azienda ha fatto innovazione operativa nei processi di produzione  (TQM,  Lean,  Kaizen)  vendite e amministrazione.

In un mondo basato sulla iper competizione è essenziale!

Se non è però agganciata a una innovazione strategica (Ikea, Dell, Zara,) o manageriale (Toyota, Procter & Gamble) non produce mai da sola un vantaggio competitivo sostenibile.

L’innovazione operativa e le best practice rendono sicuramente la tua azienda più efficiente, ma non la cambiano!

In un’economia globale l’innovazione operativa è un pre requisito per la parità competitiva.

 

L’innovazione di prodotto è meglio in grado di rafforzare il vantaggio competitivo.

Tuttavia, in assenza di brevetti il prodotto è subito copiato.

Il ciclo di vita dei prodotti si riduce poi sempre di più.

L’innovazione strategica è meglio in grado di rafforzare il vantaggio competitivo, perché è sistemica.

Abbraccia cioè un insieme integrato di attività e di processi che per i concorrenti rimane più difficile copiare.

L’essenza della strategia è essere diversi dalla concorrenza.

Pensa a Caterpillar, Audi, Bmw, Ryanair e Esselunga.

Una nuova strategia è comunque decodificabile e può essere replicata dal concorrente, ma presenta delle difficoltà superiori al copiare una best practice relativa all’innovazione operativa.

Nell’economia industriale il valore si costruiva nello stabilimento e poi con il marketing transazionale veniva distribuito e comunicato ad una massa anonima di clienti.

Nell’economia creativa il valore non si crea più tanto nello stabilimento,  ma nella relazione tra il dipendente e il cliente con il marketing relazionale.

Il compito del management è facilitare l’innovazione in questa interfaccia.

Il management deve saper aggiornare e integrare le competenze delle tre funzioni ad alta relazione con il cliente coinvolgendo tutti i collaboratori del marketing, sales e customer service.

Deve stimolare e ascoltare le opinioni dei  collaboratori della front line che si relazionano con il cliente tutti i giorni.

Alle opinioni dei vice president e senior manager si attribuisce però una maggiore credibilità che alle convinzioni dei dipendenti di livello medio-basso.

Sopravvalutare però le opinioni dei manager della produzione o dell’amministrazione che hanno pochissimi o nulli contatti con i clienti e che hanno investito il proprio capitale emotivo sul passato, non è la migliore ricetta per costruire un’azienda strategicamente adattabile.

Se la tua azienda vuole sottrarsi alla guerra dei prezzi generata dalla commoditizzazione può implementare sei strategie in un continuum che va dalle più convenzionali e meno rischiose, alle più innovative e rischiose.

  1. Strategia guidata dal mercato.
  2. Strategia di differenziazione focalizzata.
  3. Service management.
  4. Gestire per il profitto, non per la quota di mercato.
  5. Rendere irrilevanti i concorrenti (brand relevance).
  6. Innovazione di valore (strategia oceano blu).

Se ti interessa approfondire queste sei strategie e leggere i casi di quattro aziende in cui le ho applicate, puoi leggere il mio libro Reinventare la strategia. Dalla guerra dei prezzi alla competizione pacifica.

Qui puoi leggere le prime 19 pagine.

L’innovazione manageriale è invece quella che rafforza il vantaggio competitivo perché per i concorrenti è difficile decodificare.

Nell’economia industriale il Boss management 1.0 gestiva le tre caratteristiche dei dipendenti obbedienza, diligenza e competenza.

Oggi queste caratteristiche sono comandate,  largamente disponibili (commodity) e non rafforzano più il tuo vantaggio competitivo.

Anche nella tua azienda il fattore di crescita oggi è l’iniziativa, la creatività e la passione dei dipendenti che non possono essere però comandate, ma vanno  “liberate” con un “Self management 2.0.”

Oggi i dipendenti hanno bisogno dei loro supervisori e manager per la stessa ragione secondo la quale i dodicenni hanno bisogno dei loro genitori: sono incapaci di gestirsi da soli!

I dodicenni non hanno certamente l’esperienza e le conoscenze per fare le scelte giuste.

Ai dipendenti non manca però esperienza, saggezza e competenza.

Difettano solo d’ informazioni e di prospettive perché sono separati dai clienti, dalla proprietà e dal quadro strategico, competitivo e finanziario complessivo.

Nell’economia creativa il successo va a chi…

  • Costruisce nuove competenze e genera nuove idee più velocemente dei concorrenti.
  • Libera iniziativa, creatività e passione nei collaboratori.
  • Sa ispirare nei dipendenti un contributo eccezionale con metodi non convenzionali.
  • Cambia le regole del gioco per contrastare la commoditizzazione e la guerra dei prezzi.

Bisogna saper innovare quindi il modello di management e la strategia.

La vera sfida del XXI secolo è rendere produttivo il lavoratore intellettuale.

Non è inserire la fabbrica 4.0, internet of thing e i big data che a breve saranno solo un pre-requisito per la parità competitiva!

 

Leadership e innovazione: coinvolgi i tuoi collaboratori.

Oggi nessun leader può sottrarsi all’esigenza di coinvolgere manager e dipendenti nel promuovere l’innovazione.

Il coinvolgimento poteva essere irrilevante nell’economia industriale e opzionale nell’economia della conoscenza, ma ora è fondamentale.

Il potenziale incremento di competitività non risiede nel migliorare l’efficienza all’interno del marketing, delle vendite e del customer service, ma nella efficacia in cui il management integra prima gli obiettivi e le attività tra le tre funzioni, e poi verso il cliente.

Puoi promuovere l’innovazione della tua azienda con due modalità.

La prima agisce sui manager con l’obiettivo di innovare i processi di marketing, sales e customer service in una visione integrata e ad alto impatto sul cliente.

Genera risultati significativi, immediati e quasi senza rischi.

La seconda modalità prevede invece un cambio radicale della leadership e del modello di management che coinvolge tutti i dipendenti per produrre risultati straordinari con modalità non convenzionali.

Il leader diventa una sorta di architetto sociale che mobilita il genio collettivo dell’intera organizzazione.

Può generare risultati eccezionali, ma solo nel medio-lungo termine.

Ti ringrazio del tempo che hai dedicato a leggere il mio articolo.

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