MANAGER CON L’OROLOGIO FERMO.

innovazione manageriale

Ci sono forse oggi troppi manager e molto pochi con le competenze adeguate ai tempi? Il passaggio dal modello “Produci & Vendi” dell’economia industriale a quello “Ascolta e Rispondi” dell’economia creativa, ha sicuramente reso obsoleto il tradizionale ruolo del manager.

Quasi tutti i manager non hanno mai visto nessuna alternativa credibile al modello burocratico e autoritario basato sull’efficienza e il controllo dei dipendenti.

Sono tutti cresciuti in modelli organizzativi standardizzati in cui hanno sviluppato le capacità di gestire obbedienza, diligenza e competenza dei collaboratori.

I capi fissano le priorità dei dipendenti, li controllano e ne valutano le prestazioni.

Oggi vedo però un paradosso.

Mentre i dipendenti producono beni ed erogano servizi, molti manager su limitano a… produrre controllo!

Il manager è un gestore per formazione e per temperamento.

E’ pagato per supervisionare. Controllare. Amministrare.

Liberare iniziativa, creatività e passione

Ma oggi le capacità umane più preziose sono le meno gestibili.

Con gli strumenti del management puoi obbligare le persone a essere obbedienti e diligenti.

Non puoi però liberare in loro iniziativa, creatività e passione.

Chi ha gestito un’azienda di successo ti confermerà che ottenere il massimo dalle persone non significa quasi mai gestirle di più. Significa gestirle di meno. Vuol dire dare meno ordini. Controllare meno i collaboratori.

Chiedere a un manager di gestire meno è un po’ come chiedere a un falegname di mettere meno chiodi. O di implorare un preside di elargire meno punizioni agli allievi! O di convincere un prete a dire meno messe!

E’ il loro mestiere. La supervisione.  I piani rigidi. Le valutazioni. Le job description e le politiche rigorose. Strumenti che oggi sono antitetici alla costruzione di aziende piene di collaboratori appassionati, carichi di energia e anche un po’ ribelli.

Se l’azienda vuole stimolare un contributo pieno nei suoi dipendenti, dovrebbe legare le mani al management.

Perché molti manager oggi sono un collo di bottiglia per le aziende?

La maggior parte di loro ha solo gestito. Raramente ha innovato. Quasi mai ha creato dal nulla un business.

Il problema è che oggi abbiamo troppi manager che sanno solo gestire.

Mancano i manager che sanno innovare.

Una logica da cambiare

Se potessimo aprire la testa di un manager medio, ci troveremo una logica che antepone l’organizzazione all’individuo:

                              Organizzazione  >     Individuo    >    Profitto         

L’azienda assume i dipendenti con lo scopo di produrre beni e servizi che generano profitti per gli azionisti.

L’individuo è considerato un fattore della produzione. Come le macchine. Le materie prime e l’energia.

Nella realtà gli esseri umani non sono infilati nelle macchine. Ma sono spesso adibiti a ruoli che non gli si addicono e a mansioni che non li soddisfano!

Di solito è l’individuo che si deve conformare all’istituzione, anziché il contrario.

Se ne dubiti chiediti “Che lavoro faresti se fossi libero di scegliere?” “Per quale capo lavoreresti?”

Possiamo oggi immaginare un modello diverso in cui gli interessi dell’individuo hanno la precedenza:

                                 Individuo   >  Organizzazione    >   Profitto

Qui i manager sono dei leader-servitori che considerano i loro collaboratori dei “volontari”, anche se sono pagati!

Molte aziende oggi hanno perso competitività perché le competenze dei manager sono decisamente obsolete.

Questo riguarda sicuramente le competenze manageriali che hanno lo scopo di rendere produttivi gli sforzi umani. Negli ultimi anni sono radicalmente cambiate.

Dal “Boss Management 1.0” devono passare al “Self Management 2.0”.

Ma anche le competenze squisitamente tecniche delle singole aree funzionali sono vecchie.

Nelle aree di mia competenza come la strategia, il marketing, le vendite e il customer service la maggior parte dei manager non ha le competenze necessarie a proiettare l’azienda nel futuro.

Hanno poi una visione del mercato, del cliente e del collaboratore superata. Sono rimasti al secolo scorso. Sono manager con l’orologio fermo!

Fabio Venturi

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