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Enrico Bracalente è l’imprenditore che ha creato e sviluppato il brand NeroGiardini. E’ amministratore della B.A.G. Spa, l’azienda di calzature marchigiana che ha sede a Monte San Pietrangeli in provincia di Fermo.

Enrico è nato in una umile famiglia di mezzadri.

Quando non andava a scuola, aiutava suo padre nei campi e curava gli animali.

Dopo la terza media aveva due scelte.

Lavorare nei campi con il padre, o imparare un mestiere.

Le Marche sono terra di grandi artigiani della scarpa e il primo polo produttivo d’Europa.

Enrico decide allora di imparare il mestiere di tagliatore di pellami.

Insieme al fratello Luigi che faceva il montatore, nel 1975 fondano una piccola azienda. Con i soldi risparmiati da Enrico comprano la prima macchina per fare le scarpe.

Assumono un lavorante. Affittano i sotterranei della chiesa Valadier.

Enrico inizia così a produrre scarpe conto terzi, ma anche a sognare!

Quel sogno oggi si chiama NeroGiardini.

Negli anni il fatturato cresce fino ad arrivare a 200 milioni di euro, con una produzione di 3 milioni di paia di scarpe l’anno.

L’azienda impiega 400 dipendenti diretti. Ha una rete commerciale costituita da 30 negozi monomarca, 180 shop in the shop e 1.500 rivenditori in Italia.

Come è stato possibile realizzare tutto questo in un mercato tradizionale come la scarpa dove ci sono concorrenti multinazionali che fatturano anche miliardi di euro?

Il segreto risiede nella lungimirante visione strategica di Enrico e nella sua determinazione nel portarla avanti con coerenza.

La strategia di NeroGiardini si basa su:

  • Scarpa di qualità e ottima calzata posizionata nella fascia media.
  • Produzione “Made in Italy” principalmente concentrata nelle Marche.
  • Niente vendita on line su piattaforme gestite da terzi per tutelare il cliente/rivenditore.
  • Riassortimenti in 24/48 ore in Italia e 96 ore in Europa grazie ad una logistica all’avanguardia.

E’ l’integrazione di queste attività che eroga al mercato un valore unico.

Negli anni ’90 molte aziende di calzature italiane iniziano a delocalizzare la produzione all’estero per abbassare i costi. Seguono i consigli di “blasonati ” consulenti ed economisti. Spostano la produzione prevalentemente in Paesi a basso costo di manodopera come la Cina.

Enrico segue invece la direzione opposta. Mantiene tutta la sua produzione in Italia.

La manualità, la qualità, e l’artigianalità del lavoratore italiano non sono facilmente reperibili all’estero.

Enrico ha un forte legame con la sua terra che non si limita a questo.

Presso il Centro Professionale di Fermo “Artigianelli”, NeroGiardini finanzia completamente il Corso per Operatori della Calzatura per i giovani dai sedici ai diciotto anni.

Oltre alle materie specifiche tecnico professionali,  sono state inserite da Enrico le materie di base.  I suoi futuri collaboratori devono avere una buona cultura generale.

L’azienda mette poi a disposizione della scuola i propri maestri della calzatura e offre uno stage agli allievi.

Altra scelta controcorrente di Enrico è di non avere sviluppato ed attivato una piattaforma e-commerce aziendale.

Vuole tutelare i suoi clienti/rivenditori. Non fa quindi loro concorrenza vendendo on line.

Anzi, investe decine di milioni di euro in due logistiche che rendono più competitivo il rivenditore con rapidi riassortimenti durante la stagione. Questo grazie ad una sofisticata organizzazione produttiva e informatica.

Enrico Bracalente non ha solo scritto una delle più belle pagine dell’imprenditoria italiana. Ha dimostrato che anche in un settore maturo come la scarpa, si può generare una “crescita profittevole” grazie ad una strategia differenziata.

Ha tracciato quindi una nuova strada nel mondo della calzatura.

“L’essenza della strategia è fare cose diverse dalla concorrenza”.

Io questo concetto l’ho appreso nei libri di Michael Porter.

Enrico lo ha appreso sul “campo”!

NeroGiardini di altri SETTORI CERCASI

In Italia stiamo distruggendo più posti di lavoro di quelli che creiamo.

Quando chiude un’azienda di 400 persone, con cosa rimpiazziamo questi posti di lavoro?

Chiudono nove start up su dieci.

Il 90 % degli e-commerce chiude entro due anni.

Alcuni imprenditori digitali diventano anche milionari, ma tanti sopravvivono. Questa è l’economia dei lavoretti, brandizzata come Gig Economy!

Oltre l’80 % delle nostre PMI opera in settori tradizionali e maturi. Come le scarpe.

Abbiamo ancora bisogno di aziende manifatturiere tradizionali che creano valore, cultura e occupazione sul territorio.

C’è un potenziale enorme che non riusciamo però a sbloccare.

Molte PMI hanno anche un prodotto e una produzione  validi.

Non sanno però innovare la strategia e il modello di management.

Molti copiano il prodotto della concorrenza e lo piazzano sul mercato come venti anni fa.

Come puoi pensare di battere la concorrenza se poi ti comporti come loro?

In Italia abbiamo 745 comuni che hanno più di 15.000 abitanti in cui operano anche le aziende dei nostri eccellenti distretti della meccanica, tessile, legno, orafo, maglieria, plastica, mobile e molti altri.

Se in un comune su due almeno un imprenditore elabora e realizza nel suo mercato un progetto come ha fatto Enrico Bracalente avremo una ricaduta economica, occupazionale e sociale molto forte.

Nel business il successo non è tanto legato al settore. Dipende invece dalla strategia.

E la strategia è un concetto semplice come ha dimostrato Enrico.

Ora che ci penso Enrico non l’ho mai visto in azienda con la camicia.

Sia d’estate che in inverno indossa sempre le sue polo bianche e blu di NG.

Vuoi vedere che la camicia influenza la strategia anche dopo la nascita?

Ti ringrazio del tempo che hai dedicato a leggere il mio articolo.

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