problemi complessi innovazionee

Come esseri umani siamo definiti dalle cause per cui ci battiamo e dai problemi che cerchiamo di risolvere. Nelson Mandela si batte contro la vergogna dell’apartheid. Larry Page e Sergey Brin di Google organizzano le informazioni a livello mondiale per renderle accessibili e utili per tutti.

E’ il desiderio di risolvere dei problemi straordinari che crea il potenziale per risultati straordinari.

Se negli ultimi anni l’innovazione manageriale è stata prevalentemente incrementale, la colpa potrebbe essere un eccesso di cautela nella scelta dei problemi da affrontare.

La tua azienda ha mai affrontato una sfida di management veramente senza precedenti?

Attenzione però.

Mentre i grandi problemi non generano sempre grandi progressi, i piccoli problemi non li generano mai.

Il premio Nobel Sir Peter Medawar sostiene che

“problemi stupidi o banali producono risposte stupide o banali”.

Bisogna pensare in grande!

Se temiamo di fare il passo più lungo della gamba, ci sono due fattori da considerare.

Il primo è che non dobbiamo assumerci grandi rischi per risolvere grandi problemi. L’innovazione è un processo iterativo in cui le soluzioni emergono per tentativi successivi.

Nei primi anni del programma spaziale americano, gli scienziati della Nasa spedirono più di dieci scimmie nello spazio prima di mettere un essere umano in una capsula attaccata a un razzo!

Il secondo fattore è che se il problema è abbastanza grosso, qualunque progresso risulterà prezioso. Anche se non troveremo mai una soluzione!

L’ex segretario di stato americano George Shultz faceva un sottile distinzione tra

“Problemi che si possono risolvere” e “Problemi su cui si può solo lavorare”.

Problemi come l’odio etnico, la povertà e il terrorismo non hanno soluzioni definitive.

Ma quando si affrontano problemi di questa rilevanza, anche modesti progressi possono generare grandi benefici.

Possiamo scoprire che su molti problemi manageriali del XXI secolo si può solo lavorare, senza risolverli del tutto. Bisogna resistere alle sole soluzioni istantanee dei problemi spiccioli, e premiare invece uno sforzo immaginativo e duraturo.

Per risolvere i grandi problemi ci vogliono ingegno, coraggio e perseveranza.

Queste qualità emergono quando il problema da affrontare non è solo corposo, ma anche coinvolgente sul piano emotivo.

Per massimizzare le probabilità di sviluppare un’innovazione manageriale che rompa con tutti i precedenti, dedichiamoci a un problema consequenziale e ispiratore. Essenziale e lodevole.

Poniamoci le seguenti domande.

Quali sono le nuove discontinuità che metteranno a dura prova i processi e le pratiche di management?

Quali sono le difficili scelte equilibratrici che la tua azienda non fa mai nel modo giusto?

Qual è l’ideale dichiarato che vuoi trasformare in una capacità concreta?

Qual è il “non possiamo” che deve diventare un “possiamo?”

Se il cambiamento esterno è più veloce del cambiamento interno, la nostra azienda rischia di diventare irrilevante.

Significa che abbiamo lavorato prevalentemente sui problemi semplici.

Per innovare in grande dobbiamo invece avere l’audacia di lavorare anche sui problemi complessi.

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